• Terra di confine, ricca di storia, rocche e castelli
  • Natura incontaminata, escursioni in montagna, laghi di altura
  • Prodotti tipici e cucina tradizionale per un soggiorno rilassante

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 Sabato 19/8/2017
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Cultura e Tradizioni

Tradizioni

A cavallo tra il Lazio e l'Abruzzo, da sempre terra di confine, fuori dalle grandi vie di traffico e chiusa fra le sue montagne, la zona Salto-Cicolano ha saputo, da questo isolamento, trarre la forza per mantenere intatti il suo carattere e le sue tradizioni: tutto qui parla ancora di invasioni saracene, di santi, di briganti e pastori. Così la storia, le favole, le leggende, la religione e la natura si fondono nei racconti di anziani contadini e pastori, nelle feste, nelle credenze e nelle usanze di questa popolazione schiva, austera ma piena di colore e fantasia.

E tralasciando, per l'impossibilità di enumerarle tutte, le belle e suggestive storie di lupi intelligenti e dei loro stratagemmi, di asini sapienti, di tesori nascosti, di spettri bonari e di favolosi animali (come lu Turrunsaccu), la fantasia e la religiosità popolare si ritrova nelle feste quando viene ballata e bruciata in piazza, al suono dell'organetto e della fisarmonica, la Pantasima (o Pupazza), colorita rappresentazione delle streghe o della carestia, o negli scherzosi duelli a colpi di maliziosi stornelli che ancora oggi si improvvisano nelle sere passate in allegria.

Ma le ricche tradizioni locali non si esauriscono nell'aspetto folcroristico o in quello religioso, ma sopravvivono nella vita di tutti i giorni: nei metodi di coltivazione di orti e campi, nei riti della pastorizia transumante, nella ricerca di funghi, bacche e piante dalle virtù salutari, nella sapiente cucina dei semplici prodotti della terra in tutte le manifestazioni quotidiane rivivono i ricordi e gli insegnamenti di un passato amico.

Con il passare degli anni c'è stato un lento processo di abbandono di tutte quelle consuetudini e metodologie popolari, che caratterizzavano il modo di vivere di numerose generazioni, sostituite poi da moderne tecnologie. Si ritiene pertanto utile ed educativo ricercare e far rivivere tali curiosi ed interessanti aspetti della vita dei nostri nonni, prendendone in considerazione alcuni:

La Cottara
Caratteristica del periodo autunnale, in occasione della rituale raccolta delle castagne. Tale pratica consiste nel cuocere, le castagne raccolte, cosparse sul prato e ricoperte di foglie di felce che vengono bruciate per permetterne la cottura. Le castagne cosi cotte venivano mangiate direttamente sul luogo dai partecipanti, ciascuno relativamente alla porzione precedentemente costituita.

Il lavaggio della biancheria con la cenere
E' un metodo curioso che prevede l'utilizzo della cenere come detergente. La cenere ottenuta dalla legna bruciata veniva disciolta nell'acqua bollente, la soluzione così ottenuta, veniva versata sulla biancheria posta dentro grandi ceste di vimini, che dopo qualche ora venivano portate nei fossi per permetterne il risciacquo. Tale metodo è stato sostituito dalle moderne lavatrici e dai sofisticati e inquinanti detersivi (!)

La tessitura
Metodo utilizzato per ottenere tessuti per indumenti e biancheria. Dopo essere stati raccolti, la canapa e il cotone venivano trattati in acqua per la scuratura.
Era prevista poi la lavorazione con la macinnola, arnese di legno che schiacciava tali piantine per permettere la separazione in filamenti che venivano raccolti in malloni (matasse), per poi essere filati con il rocco e la conocchia (arnesi di legno fatti artigianalmente).
Il filato così ottenuto veniva tessuto con il telaio e utilizzato, per tutti i tipi di indumenti e biancheria.

Pubblicata il 30/08/2006 alle ore 12:25