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 Lunedì 11/12/2017
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Natura

Fauna

La fauna è presente ancora con popolazioni di ragguardevoli dimensioni per alcune specie che sono, generalmente, ritenute rare. Questo fatto sta a dimostrare che l'ambiente, nonostante sia libero da ogni forma di protezione istituzionalizzata (fatta eccezione del vincolo idrogeologico), risulta ancora integro ed estremamente interessante da un punto di vista ecologico. Questa situazione concretizza un caso reale in cui l'uomo, pur avendo sempre operato nell'ambiente, pur avendo sempre tratto da esso il necessario per la sua sopravvivenza, pur avendo arrecato danni talvolta evitabili, ha complessivamente saputo mantenere sano il proprio habitat.

Per quanto riguarda i mammiferi, il lupo è presente con una popolazione stabile che nella zona vive e si riproduce, spesso interagisce con le attività umane predando, ad esempio, il bestiame al pascolo brado. Le leggi che regolamentano i risarcimenti agli allevatori dei danni causati al bestiame (le prime erano già in vigore negli anni '70) hanno contribuito decisamente a far cambiare l'atteggiamento degli allevatori nei riguardi del lupo. Questo atteggiamento, che da decisamente ostile è progressivamente mutato fino a divenire tollerante, ha certamente evitato lo sterminio della popolazione residente del predatore.

Tra i mammiferi sono presenti anche: la lepre, l'istrice ed il riccio, il tasso, la martora, la donnola, la faina, il gatto selvatico, il cinghiale, la volpe, lo scoiattolo ed il ghiro. Recentemente sono stati ripetutamente avvistati sempre più numerosi capi di capriolo ed alcuni esemplari di cervo; questi ungulati sembra stanno progressivamente riconquistando terreno in conseguenza del continuo abbandono delle aree marginali da parte dell'uomo.

Per l'avifauna il fiore all'occhiello è rappresentato certamente da alcuni esemplari di aquila reale che abitualmente frequentano la cima del monte Serra ed il massiccio del Nuria-Nurietta; talvolta è possibile osservare qualche grifone che dagli adiacenti parchi della Duchessa e del Velino si spingono fino a questi siti dove trovano buone possibilità di caccia. Numerosissime sono le poiane ed i falchi, tra questi ultimi è presente il raro falco pellegrino che nidifica sulle inaccessibili pareti rocciose in prossimità del Ponte del Faggio. Le lame d'acqua di Rascino e l'Aquilente ospitano sempre più numerosi esemplari di airone cenerino e varie specie di anatidi di passo. Sono presenti gazze e ghiandaie, piccioni selvatici, upupe, cuculi ed usignoli, picchi beccacce e starne.

E' ancora possibile incontrare qualche faggiano che, comunque, non è più facente parte della popolazione autoctona, ormai estinta da tempo, ma derivante dai periodici ripopolamenti attuati dall'amministrazione provinciale a scopo venatorio. Di notte è facile imbattersi in allocchi, civette e gufi. Le cime più alte ed impervie sono frequentate dal nibbio reale. Per quanto riguarda i rettili sono frequenti la vipera comune e quella dell'orsini, tra gli ofidi innocui vanno ricordati il cervone, il biacco maggiore, l'orbettino, la luscengola, il colubro liscio, il saettone e la biscia d'acqua. Tra gli anfibi singolare è la presenza nei laghetti di montagna del tritone alpino, molto comuni sono anche le salamandre e le raganelle. Nelle acque limpide poco profonde e ben ossigenate del fiume Salto dove vive il gambero di fiume, nello stesso ambiente è presente anche la trota. Nel lago di Rascino, oltre a carpe tinche e persici, vivono grossi esemplari di luccio.

Pubblicata il 30/08/2006 alle ore 11:03