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Il Cicolano dei briganti al muro

L'evasione di Viola (Primavera del 1862)

Viola dopo un anno e mezzo di reclusione riuscì ad evadere dalle carceri Aquilane, nonostante venisse inseguito da diversi soldati, scavalcò le mura della città dileguandosi sulle vicine montagne. Durante le frequenti perquisizioni alla casa di Viola, Bernardino Colombi di Rigatti, membro delle guardie nazionali, offese ripetutamente la madre. Alcuni giorni dopo il Colombi recatosi a Teglieto con degli amici, venne affrontato dal Viola che gli ordinò di strillare: "Evviva Francesco II". Essendosi rifiutato, il Viola lo colpì con 14 pugnalate; si rivolse quindi ad un compagno dell'ucciso, il quale dovette ripetere "Evviva Francesco II" ed in segno di approvazione e di esultanza per il fatto avvenuto dovette bere del vino in sua compagnia. Il Colombi lasciava cinque figli.

Autore: Livio Cassiani Ingoni - (Roma)

Pubblicata il 31/08/2006 alle ore 14:45